Il sogno americano (e non solo)

Scritto il 10/02/2025
da La Redazione


Da bambina vestiva Betty, la sua bambola. Oggi veste Angelina Jolie. Elisabetta Franchi è unimprenditrice che si è fatta da sé: il suo marchio è sinonimo di forza, bellezza e femminilità. Il suo è il secondo brand al mondo della moda ad aver rinunciato del tutto alluso di pelli di animali. È impegnata in prima linea nella difesa dei diritti degli animali, e lo fa, anche, attraverso la fondazione che porta il suo nome. Nella convinzione, spiega, che etica e responsabilità ambientale siano il futuro. Da sempre abituata a pensare in grande”, ora lo fa con un altro big proveniente dalla sua stessa terra, lEmilia-Romagna: Marco Bizzarri, nuovo presidente del consiglio di amministrazione di Elisabetta Franchi. Due metà della stessa mela”. 

Il desiderio di vestire le donne” lha sempre avuto. Da bambina vestiva la sua bambola, Betty. Ma non tutte le bambine che vestono le proprie bambole, diventano Elisabetta Franchi. Qual è il segreto?

Sin da bambina, ho avuto una passione naturale per la moda. Vestire la mia bambola, Betty, è stato il mio primo tentativo di creare stile. Il segreto? Perseveranza, visione e la volontà di imparare da ogni esperienza. La passione da sola non basta: servono determinazione e un impegno costante per trasformare il sogno in realtà. Ciò che rende speciale il mio percorso è limpegno nellaccompagnare le donne in tutte le fasi della loro vita. Le mie collezioni comprendono capi per bambine, abiti da sposa eleganti e pezzi iconici scelti per momenti speciali come la laurea. È come se vi prendessi parte anchio. 

La sua storia insegna che, dietro allo sfavillio delle passerelle, c’è un duro lavoro. Lei ha percorso tutte le tappe della filiera. Se si guarda indietro, che cosa prova?

Un immenso senso di orgoglio e gratitudine. Il percorso non è stato facile, ma ogni sfida mi ha forgiata. Il glamour della moda nasconde anni di duro lavoro, del quale apprezzo ogni momento. Dai primi schizzi, al momento in cui vedo le mie creazioni in passerella.

Ci racconti qualcosa di più del suo lavoro. Come si crea una nuova collezione? Cqualcuno a cui si ispira?

Una nuova collezione nasce dallispirazione. Che può venire dallarte, da un ricordo o da unemozione. Inizio con gli schizzi e la scelta dei tessuti, poi lavoro a stretto contatto con il mio team per perfezionare ogni dettaglio. La mia più grande ispirazione è sempre la donna moderna e sicura di sé che indossa le mie creazioni.

Lei ha vestito celebrità del calibro di Angelina Jolie, Jennifer Lopez e Lady Gaga. Di quale, in particolare, porterà con sé il ricordo?

Ogni celebrità che ho vestito è speciale, ma Angelina Jolie ha lasciato unimpressione profonda. La sua eleganza e la sua forza rispecchiano profondamente i valori del mio brand. Vederla in una delle mie creazioni è stato un momento che non dimenticherò mai”:

C’è una collezione o un capo, suo o di un altro stilista, al quale è particolarmente affezionata?

Una delle collezioni più memorabili che ho creato celebra la forza e la bellezza della femminilità. Ogni pezzo incarna fiducia, raffinatezza e grazia, ispirato da immagini senza tempo come quelle del fotografo Helmut Newton, il cui lavoro ha sempre influenzato il mio approccio al design.

LItalia è il punto di riferimento mondiale per lartigianato e la moda. E la moda è anche una voce importante del Pil italiano. Perché, secondo lei?

Grazie al suo patrimonio, allartigianato e alla creatività. I nostri artigiani tramandano secoli di esperienza, mescolando tradizione e innovazione. Un equilibrio unico che distingue la moda italiana.

Recentemente, Elisabetta Franchi è sbarcata negli Stati Uniti con una boutique monomarca a Miami. Un punto di arrivo o un punto di partenza?

La boutique di Miami è solo linizio. È un passo importante per introdurre il mio brand nel mercato americano, ma lo vedo come parte di un percorso più ampio. C’è un grande potenziale per connettersi con nuovi pubblici ed espandersi ulteriormente. Per celebrare questo traguardo, abbiamo organizzato un evento straordinario con celebrità come Taylor Hill, volto della nostra campagna, e Alessandra Ambrosio. È stato un modo bellissimo per presentare il brand a Miami e dare il via al nostro viaggio negli Stati Uniti.

Fra i tanti traguardi raggiunti nel corso della sua carriera, ci sono anche riconoscimenti e premi importanti. Quali sono quelli di cui va più orgogliosa?

Di quelli che non solo celebrano i miei design, ma anche i valori etici che il mio brand rappresenta. Tra questi, ricevere lonorificenza di Cavaliere della Repubblica è stato un momento di grande emozione e orgoglio personale, così come essere nominata Miglior imprenditore dellanno da Ernst & Young, un riconoscimento al mio percorso come imprenditrice e creatrice di un marchio che unisce creatività e innovazione. Tuttavia, per me, i risultati più significativi non sono sempre legati a premi ufficiali, ma anche alla mia attività nel sociale. Un impegno che porto avanti da sempre. Sono profondamente impegnata nella difesa degli animali, un valore che guida molte delle scelte della mia azienda. Dopo Stella McCartney, siamo stati il secondo brand a rinunciare del tutto alluso di pelli di animali uccisi per la moda, un traguardo che considero fondamentale. Infine, sono felice di annunciare che nel 2025 diventerò Peta ambassador (acronimo di People for the ethical treatment of animals, impegnandomi in prima linea contro luso di piume nel settore della moda. Un ulteriore passo verso un futuro più etico e sostenibile, in linea con la missione del mio brand.

E invece, ha qualche rammarico?

I rimpianti fanno parte della vita, ma io li vedo come preziose opportunità di apprendimento. Ogni sfida, ogni errore, mi ha insegnato qualcosa che mi ha aiutata a crescere, sia come persona che come imprenditrice. Non sarei lElisabetta che sono oggi senza quelle lezioni, spesso apprese sulla strada, tra tentativi, fallimenti e piccoli grandi successi. Se oggi mi fermo a guardare indietro, vedo la piccola Betty con tanta voglia di fare e, certo, riconosco che qualche errore di percorso c’è stato. Ma credo che tutto serva: ogni passo, anche quello sbagliato, contribuisce a costruire il proprio cammino. Quando si conquistano dei master” dalla vita reale, ci si guarda allo specchio con consapevolezza, dicendo: Potevo fare meglio, sì, ma potevo anche fare molto peggio”. Per me, non esiste un obiettivo finale, ma un percorso continuo fatto di scelte, coraggio e riflessioni. Ogni giorno è una nuova opportunità per migliorarsi e affrontare nuove sfide.

Ci sono tendenze opposte che sembrano allontanarsi sempre più. Da un lato il fast fashion, dallaltro lalta moda. E, negli ultimi anni, la sensazione è che si stia ritagliando sempre più spazio lattenzione verso la sostenibilità. Che futuro vede per il settore?

Il futuro è nella sostenibilità. Sebbene il fast fashion domini alcuni settori, credo che i consumatori stiano diventando più consapevoli. Lindustria deve adattarsi, puntando su qualità, etica e responsabilità ambientale. È qui che linnovazione autentica prospererà.

Lei stessa è impegnata in prima linea per i diritti degli animali. Un impegno che si è concretizzato nella Fondazione Elisabetta Franchi. Di cosa si occupa?

Sul supporto ai diritti degli animali e sulla promozione di pratiche etiche nellindustria della moda. Lavoriamo per sensibilizzare le persone su alternative cruelty-free e approvvigionamenti sostenibili. Attraverso varie iniziative, ci impegniamo a creare un impatto positivo, garantendo che la moda rimanga bella senza compromettere il benessere degli animali.

I social hanno portato a una sorta di disintermediazione: con il cliente si parla faccia afaccia”, si fa vedere il dietro le quinte”. Che rapporto ha lei con questo strumento?

Sono sempre stata molto aperta nel condividere la mia vita con i miei follower. I social media hanno avuto un ruolo significativo nella costruzione del mio brand, permettendomi di connettermi direttamente con il mio pubblico in modo personale. È attraverso questa piattaforma che ho potuto creare una relazione unica con i miei clienti, elemento fondamentale per il successo di Elisabetta Franchi.

Sempre di recente, si è concretizzato il sodalizio con Marco Bizzarri. È il presidente del consiglio di amministrazione di Elisabetta Franchi, e la sua holding, Forel, potrà rilevare fino al 23% delle quote dellazienda. Cosa significa per lei e come è arrivata a questa decisione?

Questa collaborazione rappresenta un passo fondamentale per il nostro brand. Io ho sempre pensato in grande, come ho raccontato anche nel documentario uscito recentemente su Rete 4, e quando ho saputo che Marco stava per lasciare il gruppo Kering ho subito pensato che potesse essere la persona giusta per portare la mia azienda verso nuovi orizzonti. Attraverso un amico in comune, sono riuscita a intercettarlo e a raccontargli la mia storia. Da quellincontro, potevano nascere due cose: una grande amicizia o un progetto straordinario da costruire insieme. Ci siamo osservati e studiati a lungo, ma sicuramente il fatto di provenire dalla stessa terra, lEmilia-Romagna, ha giocato un ruolo cruciale. Condividiamo gli stessi valori, la stessa passione per il lavoro e una visione simile. Anche se dallesterno possiamo sembrare molto diversi, spesso mi sorprendo a scoprire che dice esattamente quello che stavo pensando. Tra noi è nata una sinergia incredibile, che lo ha portato a decidere di mettersi in gioco come imprenditore in un ruolo nuovo e diverso rispetto a quello di manager, ma che sta affrontando con grande entusiasmo e competenza. Ad oggi, posso dire che questa collaborazione ha arricchito entrambi: lui ha insegnato a me a essere un popiù dirigente, mentre io ho insegnato a lui ad abbracciare il pensiero imprenditoriale. Siamo, in un certo senso, due metà della stessa mela. E, a volte, mi ritrovo a pensare: "Cavolo, Betta, perché non lo hai trovato prima?".

Nella foto di copertina di questo numero di Genius people magazine, vediamo, tra voi, tanta complicità. È così? 

Assolutamente sì. Sia io che Marco, come ci insegna la nostra terra, non sappiamo mentire, e lobiettivo della macchina fotografica ha catturato esattamente quello che siamo. Lui, un uomo gigante. Io, una piccola donna. Ma con due menti che spesso si ritrovano alla Trattoria del Gallo a discutere di cose importanti, anzi, importantissime. Ci capita di confrontarci, persino di discutere, ma sempre con questo stesso spirito: autentico, diretto e ricco di complicità. Credo che il segreto del nostro legame sta proprio qui, nella spontaneità che ci contraddistingue.