Dal garage di casa all'Olimpo a cinque cerchi

Scritto il 16/12/2024
da Chiara Currò Dossi


Brillante, spigliato, carismatico. Sono le prime impressioni che trasmette Nerio Alessandri, fondatore del colosso mondiale del wellness. Che, per chi non lo sapesse, parla italiano: Technogym, infatti, nasce a Cesena. Oggi lazienda conta 2.500 dipendenti e ricavi per 808 milioni di euro (il dato è riferito al 2023, con una crescita record del 12% rispetto allanno precedente), ma nel 1983 era il sogno di un ragazzo di 22 anni, costruito (letteralmente) nel garage di casa. La sua è la parabola del self-made-man” (o dell’ “homo faber fortunae suae”), sempre attento alle ultime tendenze, delle quali è stato spesso e volentieri anticipatore. Dal lancio del primo software del settore fitness, a quello del primo prodotto per lallenamento connesso a internet, fino alla più recente piattaforma di allenamenti video on-demand dedicata a fitness, sport e prevenzione. Ma, oltre che di wellness, Alessandri è anche un esperto di design: due passioni che è riuscito a coniugare e che gli sono valse oltre cinquanta premi internazionali (del calibro del Compasso doro e del Red dot design award). Un viaggio che, come precisa lui stesso, è solo allinizio.

Chi è Nerio Alessandri, oggi?
È ancora uno startupper nellanimo, perché vive ogni giorno come fosse il primo, e ogni occasione come la più importante della sua vita. Nel corso degli anni sono arrivati dei risultati importanti, ma lapproccio è esattamente lo stesso di quando lavorava nel garage, quarantanni fa.

E invece, che cosa sognava di fare il Nerio Alessandri bambino?
C’è una foto alla quale sono molto legato. Una foto che mi ritrae con un Lego in mano. Fin da bambino, volevo costruire.

Prima di diventare uno dei più grandi imprenditori italiani, ha fatto anche lei qualche lavoretto”? Che cosa le hanno lasciato queste esperienze?
Vengo da una famiglia molto umile che non aveva grandi possibilità, quindi fin da ragazzino mi sono  dato da fare. Mio zio aveva un magazzino per il confezionamento della frutta, quindi spesso andavo ad aiutarlo. In più, essendo romagnolo, ho fatto le classiche stagioni” al mare, lavorando come bagnino. Allo stesso tempo, mi piaceva moltissimo il campo della moda, ma non potevo permettermi di acquistare abbigliamento nuovo, quindi mi cucivo gli abiti da solo. Ero davvero appassionato di questo settore e ad un certo punto della mia vita ho sognato di diventare un designer di moda. Un sogno che non è andato a buon fine, ma che mi ha lasciato una grande passione per il design e per lestetica del bello: da lì è nata Technogym.

Il suo è un concetto di wellness olistico. Un insieme di benessere fisico, alimentazione corretta e mentalità positiva. Ce lo può spiegare?
Il nostro settore era dominato dallo stereotipo americano del bodybuilding e del fitness, ma noi abbiamo avuto unintuizione che nasce dal concetto latino di mens sana in corpore sano”. Uno stile di vita completamente italiano che mette al centro il regolare esercizio fisico, la sana alimentazione e un approccio mentale positivo. Quindi, se il fitness di per sé si rivolge a pochi. perché comprende solo lapparire, il wellness, che invece comprende fitness, sport e salute, è rivolto a tutti, e quindi molto più olistico e democratico.

Spesso, nelle interviste, parla della necessità di una wellness economy”. Che cosa intende?
Oggi il wellness non è più solo unopportunità economica, ma è riconosciuto anche come unopportunità sociale per tutti: per i governi, per investire in politica, salute e prevenzione, per le imprese, che grazie a programmi wellness possono contare su persone più in forma e più motivate, e per i cittadini, per vivere più sani e più a lungo. Il wellness, quindi, rappresenta veramente unopportunità per tutti gli attori sociali.

Aprendo un qualsiasi social, oggi, le schermate dei nostri telefoni pullulano di guru”. E quella del benessere, alle volte, sfocia in ossessione. Cosa ne pensa? E come, secondo lei, si può aggiustare il tiro?
Il concetto di wellness è esattamente un concetto di equilibrio fra corpo, mente e spirito, quindi fra esercizio, che si rivolge al corpo, attività culturali, che si rivolgono alla mente, e attività di relazione, che vanno a coprire la componente più spirituale. Ciò non significa, naturalmente, che debba essere uguale per tutti: ciascuno ha la propria dimensione, e il wellness è un concetto personalizzabile in base alle caratteristiche di ognuno di noi.

C’è però anche laltra faccia della medaglia. In Italia, più del 30% delle persone non pratica sport, e quasi il 20% dei bambini è in sovrappeso.
Proprio dati come questo dimostrano che il wellness rappresenta non solo unopportunità economica per il nostro Paese, ma anche unopportunità sociale per la salute e la prevenzione. Siamo quindi molto fieri, oltre al nostro business principale, di portare avanti anche molte attività sociali (come, per esempio, la nostra Wellness foundation, con la quale abbiamo dato vita a progetti come la Wellness valley, Cortina wellness destination e Milano wellness city), perché crediamo assolutamente che il wellness possa rappresentare una grande opportunità di crescita per il Paese.

Tornando a parlare della sua storia, qual è stata la molla che lha portata a esplorare e rivoluzionare il mondo del wellness?
Negli anni Ottanta le palestre erano degli scantinati frequentati solo da bodybuilder. Non cera design, non cera un aspetto emotivo, gli attrezzi erano difficili da usare. Lidea del wellness è stata proprio quella di creare attrezzi più facili da usare, più progressivi, che permettessero anche ai principianti di avvicinarsi a questo mondo. In poche parole, il wellness nasce per rendere il settore più inclusivo e aperto a una categoria sempre più ampia di persone.

La sua è la parabola del self-made-man”. Ha progettato le prime attrezzature da palestra nel garage di casa a 22 anni. Verità o leggenda?
Assolutamente verità. Come le dicevo, andando in palestra mi sono reso conto che cera un grande potenziale, perché agli attrezzi mancavano design, estetica e sicurezza. Era tutto molto rudimentale. Partendo quindi dalle mie competenze in materia di design, ho sfruttato quel potenziale per creare prodotti più belli, facili da usare, innovativi, e ho iniziato a farli da solo nel mio garage.

Da quale attrezzo è partito? Ce lha ancora? E come è diventato oggi?
Il primissimo prodotto che ho realizzato è stato lhack squat, venduto poi alla palestra Champions di Cesena, e infine riacquistato per esporlo nel nostro museo. Oggi abbiamo un ecosistema completo composto da smart equipment connesso, software, app, intelligenza artificiale, contenuti di allenamento on demand e servizi digitali.

Cera qualcuno ad aiutarla? O, di contro, qualcuno che ha provato a ostacolarla o a dissuaderla?
Fin da subito, mio fratello Pierluigi e mia moglie Stefania sono stati al mio fianco e mi hanno aiutato. Gli ostacoli inizialmente sono stati tantissimi, soprattutto perché non avevamo capitali. Ma linnovazione è ciò che ci ha permesso di andare avanti: insieme a impegno e passione, è stata la chiave per sopperire alla mancanza di capitali e di investimenti.

Quando e come nasce il nome Technogym?
Technogym nasce dallunione di due delle mie passioni: tecnologia (techno) e sport (gym). Ero progettista industriale in unazienda della mia città, Cesena, e nel tempo libero ero molto appassionato di sport. Frequentando una palestra locale, ho visto un grande potenziale nel settore e ho deciso di iniziare a progettare e costruire le prime attrezzature nel garage dei miei genitori.

Quali sono stati i momenti chiave, in questo percorso?
Ciò che ha guidato levoluzione e la crescita di Technogym è stata sicuramente linnovazione: nasciamo infatti come azienda meccanica di prodotto, poi diventiamo elettronica, poi software, poi digitale, oggi artificial intelligence. Le tappe chiave, quindi, sono quelle che hanno segnato levoluzione della tecnologia.

Dalle squadre di calcio ai vertici dei campionati mondiali, passando per la Formula uno, il Giro dItalia e il grande tennis. Quali sono stati gli incontri di cui porterà sempre con sé il ricordo?
I campioni sportivi in tutto il mondo si allenano con Technogym, e nella mia carriera imprenditoriale ho avuto la fortuna di parlare con tantissimi campioni dello sport che ci hanno insegnato moltissimo, non solo in termini di innovazione di prodotto ma anche di leadership e di modello personale. Se devo nominarne alcuni, sicuramente Michael Schumacher, da sempre grande amico di Technogym e per me un vero leader, una persona che ha dato lesempio, ma anche Rafa Nadal, persona estremamente semplice e umile, ma con una visione molto chiara e precisa.

I numeri che avete raggiunto sono da capogiro. Sessantadue milioni di persone che si allenano con Technogym, 100 mila centri wellness attrezzati coi vostri prodotti, che sono presenti anche in 500 mila abitazioni private. Quando ha capito che sareste diventati unazienda leader mondiale nel settore?
Non lho ancora capito, siamo ancora allinizio.

Il 90% della produzione viene esportato allestero, in oltre cento Paesi. Quali sono stati i più difficili da raggiungere? C’è qualche zona del mondo ancora scoperta” dove vorreste arrivare?
Technogym è partita da subito con una forte vocazione internazionale. Negli anni Ottanta, quando lazienda era ancora molto piccola, abbiamo iniziato a guardare i mercati esteri e ad esportare i nostri prodotti. Oggi, grazie alla passione e al lavoro di tutto il team Technogym che ringrazio ogni giorno, siamo riusciti a garantirci una presenza globale. Direi che la nostra copertura è veramente in tutto il mondo.

Nelle vostre attrezzature funzionalità e design si incontrano. Come fanno a coesistere e quanto è importante che lo facciano?
Questa coesistenza è fondamentale, perché da un lato è necessario offrire alle persone il risultato, dallaltro è fondamentale anche offrire unesperienza emotivamente e psicologicamente attraente, attraverso il design e lestetica.

Nel 2012, a Cesena, è nato il primo Wellness campus del mondo. Sul vostro sito lo definite un ecosistema” che comprende centro di ricerca, stabilimenti produttivi, uffici, centro di formazione, ristorante e centro wellness. Qual è lintuizione che ci sta dietro?
Technogym nasce come azienda di prodotto, ma è, ad oggi, una lifestyle company”. Quindi, lidea concepita insieme allarchitetto Antonio Citterio che ci ha aiutato nella progettazione, è stata quella di creare uno spazio in cui i nostri clienti, ospiti e collaboratori potessero vivere Technogym, e quindi uno stile di vita che comprende esercizio fisico, design, qualità, alimentazione. Un ecosistema che permettesse alle persone di vivere in prima persona il wellness lifestyle.

Si tratta di un campus che dialoga” con il territorio in cui è inserito. Quanto è importante questo elemento per la vostra azienda e per le aziende in generale?
È fondamentale che si crei attorno allazienda un hummus favorevole in termini di competenze, di passione, di network e di fornitori. Non a caso, tutte le principali aziende legate al settore dellelettronica si trovano nella Silicon valley, così come Technogym si trova nella Wellness valley.

Parliamo degli anni del Covid. Hanno cambiato vita e abitudini di tutti: non si poteva uscire di casa, le palestre (così come tante altre attività) sono rimaste chiuse. Cosha comportato per voi?
In tempi non sospetti, nel 2012, abbiamo lanciato un concetto che si chiama Wellness on the go”. Lidea era quella di offrire alle persone unesperienza di allenamento che le seguisse in ogni luogo e in ogni momento: a casa, in palestra, in albergo, al lavoro, dal medico. Eravamo quindi già pronti per affrontare il Covid, e in quel momento ovviamente abbiamo intensificato lattività orientata alla casa. Oggi, che per fortuna la pandemia è finita, offriamo sempre di più questo sistema ibrido che segue le persone in ogni luogo e momento. Siamo convinti che lhome fitness non sia assolutamente in concorrenza con le palestre, ma che siano due aspetti sinergici e complementari.

Nella vostra storia c’è un lungo capitolo a cinque cerchi”. Technogym è stata fornitore ufficiale di sette edizioni dei Giochi (Sydney 2000, Atene 2004, Torino 2006, Pechino 2008, Londra 2012, Rio 2016, Pyeongchang 2018, Tokyo 2020 e Parigi 2024). Ma adesso questo dato andrà aggiornato, con ledizione 2026 dei Giochi olimpici e paralimpici invernali in casa”. Che cosa significa?
Milano-Cortina rappresenterà un anniversario molto importante per noi, perché si tratterà della decima Olimpiade per Technogym. Il fatto che sia in Italia, ovviamente, ci rende molto fieri e orgogliosi. Anche perché rappresenta una grande opportunità anche per lintero Paese per promuovere la cultura dello sport e del wellness con un duplice obiettivo: diffondere la cultura della salute e della prevenzione, e presentare lItalia al mondo come il Paese del benessere e della qualità della vita.

A settembre c’è stato un primo assaggio”: il dono, da parte della Fondazione wellness, di una palestra a cielo aperto alla città di Milano, nei giardini Indro Montanelli. Uneredità destinata a durare anche dopo la fine dei Giochi?
Certo. Proprio in virtù di questa forte convinzione che le Olimpiadi rappresentino una grande opportunità per il Paese, per creare una legacy legata alla cultura della salute e del benessere, abbiamo attivato due progetti quali Milano wellness city e Cortina wellness destination. La prima coinvolge eccellenze della città Milano che si stanno facendo promotrici di progetti wellness nel loro ambito di interesse. Il primo intervento è già stato inaugurato, il 25 settembre, con Technogym che ha donato una palestra a cielo aperto a disposizione dei cittadini. La Wellness foundation ha poi dato vita al progetto Cortina wellness destination con due finalità: promuovere stili di vita sani in una località che vede una percentuale di over 65 in costante crescita, e contribuire a rendere il wellness un elemento distintivo nellofferta turistica.

Lei è il cavaliere del lavoro più giovane nella storia dItalia. Lonorificenza è arrivata nel 2001, quando aveva solo 40 anni. Cosa ha significato per lei?
Per me i premi sono sempre un punto di partenza e mai un punto darrivo, quindi una grande responsabilità di rappresentare lItalia in tutto il mondo, al meglio.

Domanda di rito: che cosa consiglierebbe a chi si affaccia oggi nel mondo dellimprenditoria?
Il mio consiglio è di essere umili, di ascoltare molto, perché si può imparare molto ascoltando, e di non dare nulla per scontato, essere curiosi e approfondire. Allo stesso tempo, se si ha un sogno, è necessario essere molto determinati e crederci: non arrendersi al primo ostacolo, né al secondo, né al terzo.

Mi consenta unultima domanda personale. Con unazienda così importante da gestire, trova ancora il tempo di allenarsi?
Certo. Sono appassionato di sport da sempre, mi alleno regolarmente tre o quattro volte a settimana, alternando allenamento a casa e nel Technogym wellness center del Technogym village. Mi piace praticare diverse attività, dalle sessioni più intense, al lavoro funzionale con il nostro Kinesis personal, o stretching con le nostre stazioni Flexability. Nei fine settimana, mi piace anche andare in bicicletta allaperto, quando possibile, e passare del tempo con la mia famiglia. Naturalmente, il benessere e lo sport sono le mie grandi passioni, alle quali aggiungerei il design, larchitettura e larte. In una parola: la bellezza.